La teoria dell’informazione e i comunisti

Standard

Secondo la teoria dell’informazione di Shannon il contenuto informativo di un certo simbolo emesso da una sorgente è definito nel seguente modo.Dove, P(xi) misura la probabilità che il simbolo i venga emesso dalla sorgente, la base due è stata scelta in modo da misurare I in bit, dove per bit si intende la minima quantità di informazione necessaria a discernere tra due eventi equiprobabili (i.e. -log2(1/2)=1).

Se andiamo a fare la media della quantità di informazione di tutti i possibili simboli emessi dalla sorgente, definiamo una nuova grandezza a cui ci si riferisce come entropia della sorgente x, ovvero H(x).In cui per semplicità ci limitiamo al caso che la sorgente possa emettere solo due simboli. Contrariamente alla funzione che misura la quantità di informazione, che è illimitata, la funzione entropica ha una forma precisa, che è la seguente.

https://i0.wp.com/upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/22/Binary_entropy_plot.svg/250px-Binary_entropy_plot.svg.png

da wikipedia

Da questo grafico vediamo come l’entropia di una sorgente binaria (cioè che emette solo due simboli diversi) è massima e pari a 1 bit, quando i due simboli che emette sono equiprobabili. Quando invece uno dei due simboli è più probabile dell’altro l’entropia tende a diminuire fino ad azzerarsi quando la sorgente emette sempre lo stesso simbolo.

Questi concetti mi hanno sempre colpito per come sembrano adattarsi a campi del tutto distanti e scorrelati dal campo della teoria dell’informazione ad esempio alla politica o più precisamente al marketing elettorale.

Dal punto di vista di un partito gli elettori più interessanti non sono mai quelli che già votano o appartengono a quel partito, ma quelli che si trovano alla propria immediata destra o sinistra (in Italia quasi sempre quelli alla propria destra..), cioè quelli il cui voto è più in bilico e potrebbe facilmente cambiare destinatario. Per dirla con Shannon (un po’ liberamente), se l’elettore vota sempre la stessa cosa, la sua incertezza è piccola e quindi la quantità di informazione che contiene il suo voto è molto bassa.

Prendiamo ad esempio un elettore comunista. Partendo dal fatto che potrebbe votare N partiti, se calcoliamo la sua entropia di “voto”, ci accorgiamo che la probabilità che voti N-1 partiti è molto bassa, mentre è quasi certo che si verifichi l’evento che voti per quel  partito comunista rimanente. La sua entropia si andrà quindi a posizionare nella parte bassa della campana. Entropia bassa, prevedibilità quasi assoluta, contenuto informativo praticamente zero. Insomma dal punto di vista del marketing elettorale l’elettore comunista non interessa a nessuno, nemmeno tanto alla dirigenza del partito comunista per cui vota, che giudica più interessanti gli elettori un po’ più comunisti o (soprattutto) quelli un po’ meno.

Prendiamo invece il caso dell’eterno indeciso, quell’elettore mediamente disinteressato alla politica, che non ha mai fatto in prima persona, quello per cui “tanto sono tutti uguali”, quello che potremmo definire di centro, non tanto come scelta di orizzonte politico, ma come media delle volte che ha votato a sinistra (ma non troppo) o a destra (a volte troppo).
Bene questo tipo di elettore è invece massimamente interessante, la sua incertezza è grande, il contenuto informativo del suo voto è alto e la sua entropia si posiziona in alto, nei dintorni della sommità della campana.
Non a caso la maggior parte dei partiti dichiarano di voler conquistare il suo voto, allisciandolo, blandendolo, promettendogli più lavoro, più sicurezza, meno tasse ecc…

Il senso comune contribuisce a creare nell’elettore indeciso la sensazione che la sua posizione è quella corretta. Da più parti è presentato come l’elettore perfetto, esponente della società civile, elemento sano della società per costituzione stessa. Al contrario il militante di partito (soprattutto di sinistra) è tutto da biasimare, è quello che si ostina ad alimentare la partitocrazia cattiva, un povero stupido che prende ordini dai dirigenti di partito, un fesso, quando non apertamente in malafede al fine di traviare le giovani menti.

La mia opinione è che l’elettore medio, o indeciso come lo si voglia chiamare, farebbe bene a smetterla di preoccuparsi di chi ha compiuto una scelta politica netta, dovrebbe invece cominciare a farsi delle domande su di sé. A chi giova il suo rifiuto antipolitico, la sua eterna indecisione? A lui non giova di sicuro, altrimenti non continuerebbe a lamentarsi di tutto, giova invece a quel sistema che continuando ad intortarlo con sempre nuovi giochi e nuovi colori, continua a mantenersi sempre lo stesso. 5stelle inclusi.

Annunci

»

  1. Alessà, una delle migliori analisi politiche che abbia mai letto, e per me più comprensibile di pagine e pagine di trattati! Complimenti!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...