Q

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“Un punto d’origine. Memorie che ricompongono i frammenti di un’epoca. La mia. E quella del mio nemico: Q.”

Così come è difficile per me trovare un libro che non mi piace, allo stesso modo è una piacevole sorpresa trovare un libro che mi piace veramente MOLTO. Questo è il caso di Q, firmato Luther Blisset (ora Wu Ming), un collettivo di autori bolognesi che potete trovare qui.

Che cos’è Q? Difficile da dire, quello che ci ho visto io è qualcosa a metà tra il romanzo e il trattato, cioè una storia particolare, ma da cui è possibile estrapolare un significato del tutto generale.

Probabilmente, se un professore di storia avesse provato a spiegarmi i 30 turbolenti anni intorno alla riforma luterana, non avrebbe avuto altrettanto successo, quale modo migliore di districarsi nella selva di eresie ed eresiarchi che fiorivano in quegli anni se non conoscendoli tutti in prima persona attraverso gli occhi del protagonista?

Eppure non si tratta solo di questo, le raffinate dispute teologiche non hanno a che fare solo con Dio e con la Chiesa, hanno a che fare soprattutto e prima di tutto con la vita in terra, non con quella dopo la morte. Quelle che venivano bollate come “eresie” non erano altro che lo sfogo delle aspirazioni politiche e sociali che agitavano quel tempo.

Così la Riforma Luterana, che ha a che fare sì con lo spirito, ma anche col non voler pagare le indulgenze a Roma, si trasforma nel pretesto dei principi tedeschi e della borghesia commerciale per rivoltarsi contro l’imperatore e i suoi vescovi cattolici.Mentre i principi tedeschi giocano la loro partita politica, i popolani prendono la dottrina di Lutero e la interpretano in modo che collimi con i loro scopi, cioè liberarsi in un solo colpo dei borghesi, dei principi e dei vescovi. Ovviamente Lutero, che non aveva alcuna intenzione di sovvertire l’ordine costituito, ma solo di sostituirlo con uno al cui vertice ci fosse lui, ha tutto da perdere dall’iniziativa dei popolani e quindi gli ritira il suo appoggio in favore dei principi e dell’ordine secolare costituito.

Inutile dire che l’esito è il massacro dei rivoltosi, a cui segue un lungo periodo in cui la Germania diventa un focolaio di eresie e rivolte continue fino ad una sorta di normalizzazione alcune decine di anni dopo.

Io non so se altri hanno avuto la stessa sensazione, ma a me è venuto spontaneo fare l’esercizio di sostituire i nomi dei personaggi con quelli di altre vicende storiche e il risultato era che la storia rimaneva grosso modo valida. Per fare un esempio, se al posto di Lutero mettiamo Kautsky e al posto di Müntzer mettiamo Rosa Luxemburg abbiamo più o meno la stessa trama, di un processo rivoluzionario che parte in ambienti culturalmente avanzati e sfrutta le situazioni sociali e politiche del momento per i suoi scopi, per poi rivoltarsi contro chi minaccia di portare fino in fondo lo stesso processo rivoluzionario, con il risultato di un avanzamento della società monco o solo per alcuni pezzi di classi sociali.

A mio avviso è qui la forza di Q, nell’essere una storia particolare e al contempo una storia delle storie delle rivoluzioni mondiali.

Dimenticavo, Q è liberamente scaricabile qui, cosa che certamente aggiunge un altro punto a suo favore. Buona lettura!

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